Gli attacchi di panico da un punto di vista psicoanalitico
- Claudia Vattiato
- 25 gen 2025
- Tempo di lettura: 2 min
L’attacco di panico si presenta come un evento improvviso e sconvolgente: un’esperienza in cui il corpo sembra sottrarsi al controllo del soggetto, segnando un momento di rottura nella continuità della vita quotidiana. La tachicardia, la sensazione di soffocamento, il sudore freddo e il terrore che tutto stia per finire sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano questo fenomeno. Tuttavia, per la psicoanalisi, l’attacco di panico non è mai un evento privo di senso o unicamente legato a una disfunzione biologica: esso è il segnale di un conflitto che si muove nel profondo dell’inconscio.
Freud ha posto l’attenzione sul rapporto tra sintomo e inconscio, evidenziando come il corpo possa diventare il luogo privilegiato di espressione di ciò che non trova spazio nel linguaggio. Lacan, riprendendo questa intuizione, ci invita a considerare l’attacco di panico come l’irruzione del reale: una manifestazione di ciò che non è simbolizzato, che emerge con violenza proprio perché non ha trovato un posto nel discorso del soggetto.
L’attacco di panico, in questa prospettiva, non è un nemico da combattere, ma un messaggio da ascoltare. Esso si manifesta spesso in momenti cruciali della vita del soggetto, quando le coordinate simboliche che regolano il suo rapporto con il desiderio e con l’Altro iniziano a vacillare. Ad esempio, può accadere in momenti di transizione, come un cambio di lavoro, una separazione o un evento che mette in discussione l’immagine di sé.
Nel setting analitico, il lavoro non si concentra esclusivamente sulla riduzione del sintomo, ma sulla possibilità di dare un senso all’esperienza dell’attacco di panico. Cosa vuole dire il corpo in quel momento? Quale conflitto sta cercando di portare alla luce? Attraverso il processo analitico, il soggetto può iniziare a costruire un legame tra ciò che accade nel corpo e ciò che si muove nell’inconscio, trovando una nuova posizione rispetto al proprio desiderio.




Commenti